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Chi era Gustave Moreau?

Gustave Moreau
In una frase: Gustave Moreau (Parigi, 6 aprile 1826 – Parigi, 18 aprile 1898) è un pittore, incisore e disegnatore francese, figura centrale del simbolismo, noto per i suoi soggetti biblici e mitologici, professore di Matisse e di Rouault all’École des beaux-arts, e fondatore del proprio museo, che ha lasciato allo Stato con quasi 14.000 opere.
Nascita6 aprile 1826, Parigi
Morte18 aprile 1898, Parigi
CorrenteSimbolismo
ProfessoreBeaux-arts, dal 1892
Allievi125, tra cui Matisse e Rouault
Testamento10 settembre 1897

Un pittore che non assomiglia a nessuno

Mi chiedono spesso di collocarlo, e rispondo con una data: 1826. Moreau nasce a Parigi nella stessa generazione dei realisti, qualche anno prima degli impressionisti, eppure dipinge Salomè, Edipo, Giove e gli Argonauti mentre Monet dipinge stazioni. Questo scarto non è ignoranza. Ha visto tutto ciò che il suo secolo produceva e ha scelto i miti, le gemme, gli sfondi dorati, le figure immobili. È ciò che più tardi è stato chiamato simbolismo, e ne è una delle figure principali.

La sua famiglia acquista nel 1852 l’hotel al 14 di rue de La Rochefoucauld. Ci vive e ci lavora fino alla morte, circondato dai genitori e poi solo, in un quartiere, la Nouvelle Athènes, dove George Sand, Chopin e Delacroix avevano vissuto una generazione prima. La casa è diventata il museo, e ne racconto la trasformazione nella pagina storia della casa-museo.

Ciò che Huysmans e Proust hanno visto in lui

Moreau deve parte della sua fama a un romanzo. In Controcorrente (1884), Huysmans fa del suo personaggio des Esseintes un collezionista ossessionato da due opere di Moreau, tra cui L’Apparizione, la testa di Giovanni Battista che fluttua davanti a Salomè. Le pagine che Huysmans dedica loro hanno fatto più per la reputazione del pittore di tutte le critiche dei Salon. Proust, più tardi, lo ammira a sua volta. Il paradosso è che Moreau, così letterario, ha sempre rifiutato che si riducessero i suoi quadri a semplici illustrazioni.

Le sue due frasi più citate dicono esattamente questo. «Non credo né a ciò che tocco né a ciò che vedo», e la definizione della modernità come ciò «che è sempre stato fatto e che non può essere fatto diversamente». Le commento nella pagina citazioni di Gustave Moreau, scartando tra l’altro le citazioni che gli vengono attribuite erroneamente.

Il professore dei fauves

Nel 1892 accetta un incarico come capo dell’atelier all’École des beaux-arts di Parigi, che mantiene fino alla morte. Centoventicinque allievi passano dal suo atelier in sei anni. Tra loro, Henri Matisse, Georges Rouault, Albert Marquet, Henri Manguin e Charles Camoin. Diversi diventeranno i fauves del 1905, e si dice volentieri che il fauvisme sia nato nell’atelier di un pittore di chimere. Non è una contraddizione: Moreau chiedeva ai suoi allievi di trovare la propria strada, non di imitare la sua. Ne parlo ancora nella pagina gli allievi di Gustave Moreau.

La morte e il lascito

Fin dal aprile 1895, chiede all’architetto Albert Lafon di trasformare la casa di famiglia in museo. Il 10 settembre 1897 redige un testamento con cui lascia la casa e tutto ciò che contiene allo Stato, a condizione di conservare «questo carattere d’insieme che permette di constatare sempre la somma di lavoro e di sforzi dell’artista». Muore il 18 aprile 1898. Il suo erede universale, Henri Rupp, completa l’allestimento; lo Stato accetta il lascito nel 1902 e il museo apre il 14 gennaio 1903, con Rouault come primo conservatore.

Il consiglio della guida

Moreau ha voluto essere visto a casa sua, circondato dai suoi schizzi e dalle sue opere incompiute. È per questo che il museo mostra tante tele non finite. Non cercate il capolavoro unico: cercate il metodo.

Dove vedere le sue opere

La casa in rue Catherine-de-La-Rochefoucauld conserva quasi 14.000 opere, tra cui Giove e Semele (1895), Le Chimere (1884) e la versione dipinta de L’Apparizione. I quadri che il pubblico conosce dai libri si trovano altrove: Edipo e la Sfinge (1864) al Metropolitan Museum di New York, Orfeo (1865), Galatea e Giasone al Musée d’Orsay, Salomè danza davanti a Erode (1876) all’Hammer Museum di Los Angeles. Una visita guidata a Orsay nel pomeriggio completa bene la visita alla casa del mattino. Il percorso completo è descritto nella pagina le opere da vedere al museo.

I suoi disegni e i suoi dipinti vengono regolarmente messi all’asta, con differenze enormi a seconda del formato e della tecnica. Ma il modo migliore per conoscerlo resta la casa, aperta tutti i giorni tranne il martedì.

Vedere Moreau a Orsay

Le visite guidate a Orsay passano per i grandi dipinti simbolisti prima degli impressionisti. Ecco le disponibilità della visita di gruppo.

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Domande frequenti

Gustave Moreau è impressionista?

No. È contemporaneo degli impressionisti, ma dipinge miti e soggetti biblici in uno stile che si riconduce al simbolismo. I suoi grandi dipinti sono esposti a Orsay accanto ai loro, come mostrano bene le visite guidate a Orsay.

Perché Gustave Moreau è importante?

Per tre ragioni: è una delle figure principali del simbolismo, ha formato Matisse, Rouault e diversi futuri fauves, e ha creato lui stesso il suo museo, lasciato in eredità allo Stato con quasi 14.000 opere. Il dettaglio è nella pagina storia del museo.

Qual è l’opera più celebre di Gustave Moreau?

Senza dubbio L’Apparizione, resa famosa da Huysmans, e Edipo e la Sfinge (1864), conservata a New York. L’elenco delle opere da vedere al museo distingue ciò che si trova in rue Catherine-de-La-Rochefoucauld da ciò che è altrove.

Dove è morto Gustave Moreau?

A Parigi, il 18 aprile 1898, nella casa di rue de La Rochefoucauld dove viveva dal 1852 e che aveva già trasformato in museo.

Chi era il professore di Matisse?

Gustave Moreau, capo atelier all’École des beaux-arts a partire dal 1892. Matisse, Rouault, Marquet, Manguin e Camoin figurano tra i suoi 125 allievi. Vedi la pagina gli allievi di Moreau.

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